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Storia

Cosoleto, detto anche "Cusuleto" o "Cosalitu", fu dato in feudo nel 1467 da Ferrante I alla famiglia Clever, poi confluita nella famiglia dei baroni Spinelli. Nel 1566 il feudo fu venduto dagli Spinelli alla famiglia dei principi Ruffo, che lo mantennero fino al 1639, anno in cui fu venduto alla famiglia dei Francoperta. Nel 1703, con la morte del principe Giuseppe, si estinse la linea maschile dei feudatari Francoperta. Il feudo passò sotto la famiglia dei Tranfo.

La storia di Sitizano fu invece legata da tempi innemorabili, in qualità di casale, a quella di Santa Cristina, feudo prima della Conti Ruffo di Sinopoli e successivamente, dal 1495, dei Conti Spinelli. Se ne staccò nel periodo 1666 - 1670, anche se gli Spinelli pervennero a venderlo come feudo alla famiglia Taccone solo nel 1648, a seguito del quale la famiglia Taccone assunse il titolo di Marchesi di Sitizano.

L'intero territorio fu molto condizionato dalla dominazione bizantina e, fino alla fine del XVI secolo, era di lingua e cultura greca e professava il rito greco-ortodosso.

Nel 1783 un terremoto catastrofico rase al solo Cosoleto, assieme a molti alti centri della fascia tirrenica. Il terremoto distrusse il vecchio castello e il Monastero, fondato da padre Beneventura, cui era annessa la Chiesa di San Nicolò. I cittadini, sostenuti dai Principi Tranfo, lo ricostruirono in un luogo sicuro e riparato, appunto su di una collina. Divenne comune nel 1806.

Nel primo, ma soprattutto a partire dal secondo dopoguerra ha subito un forte flusso migratorio della sua popolazione, con un forte declino del numero di abitanti.

 

 

Comune di Cosoleto

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